Osservatorio Digital Transformation Giustizia

TRASFORMAZIONE IN CORSO

Il sistema giudiziario continua ad essere al centro del dibattito pubblico per vicende di facile spendibilità politica, mentre è molto meno pubblicizzato e conosciuto il percorso di digital transformation che ha investito gli Uffici Giudiziari da almeno dieci anni, trasformazione di cui ancora oggi non si vede effettivo compimento.

L’introduzione e la messa a sistema del Processo Civile Telematico (PCT) costituiscono per dimensioni uno dei più grandi sforzi di telematizzazione operati da una pubblica amministrazione in ambito europeo, portando l’Italia ad essere una vera e propria avanguardia nella Giustizia Digitale. Si è trattato di un percorso che ha prodotto innegabili risultati e alcuni evidenti successi, certamente per il miglioramento delle performance organizzative e della qualità dei servizi erogati. Il PCT oggi è una realtà in tutti gli uffici giudiziari, ma non può che essere considerato come una transizione in fieri, una lenta metamorfosi che deve ancora completarsi e dispiegare i propri frutti, per le numerose questioni ancora irrisolte, di carattere normativo, gestionale e culturale, che portano a non sfruttare a pieno il potenziale delle tecnologie oggi disponibili.

Passata la fase di prima introduzione e individuati i necessari aggiustamenti operativi, la trasformazione sembra essersi arenata per anni, per poi riprendere con decretazioni di urgenza e soluzioni temporanee, talvolta naif, per provare a far fronte all’impatto della pandemia da Covid-19. Ci troviamo proprio nel momento in cui è necessario valutare la portata del cambiamento prodotto, valutare in modo molto puntuale i pain e i gain del nuovo sistema, ideare nuove soluzioni a partire dai dati per finalità gestionali o sociali, pensare a nuovi possibili modelli di Giustizia facendo leva sulle potenzialità fornite dalle nuove tecnologie.

L’OSSERVATORIO

Da tempo C.O.Gruppo ha dato il via ad autonomi percorsi di approfondimento nell’ambito del CO.Lab, il proprio programma di ricerca che indaga diversi ambiti dell’agire organizzativo, tra i quali il sistema giudiziario. Da qui la volontà di dare vita ad un Osservatorio sulla Digital Transformation e i nuovi modelli organizzativi della Giustizia.

L’Osservatorio si rivolge a decisori pubblici, magistrati, avvocati, addetti ai lavori, associazioni, alla società civile e al mercato.

L’Osservatorio genera conoscenza e mette a disposizione della comunità scientifica e professionale una interpretazione dei fenomeni, con chiavi di lettura di carattere organizzativo e sociologiche, a sostegno del miglioramento delle performance quali-quantitative del sistema giudiziario e dell’effettivo compimento di un positivo percorso di conversione digitale del sistema stesso.

L’azione dell’Osservatorio si muove su alcune parole chiave che ne determinano la strategia operativa e il modo di rapportarsi con il contesto:

  • Osservare – L’Osservatorio opera a partire da approfondite analisi qualitative e quantitative del fenomeno, in grado di descriverlo in modo dettagliato e di restituirne elementi strutturali caratterizzanti. L’Osservatorio si incarica di un’attività di discovery rispetto a relazioni sistemiche potenzialmente sottostimate o sottovalutate.
  • Interpretare e comprendere – L’Osservatorio attiva alte competenze del sistema giudiziario, dell’accademia e delle professioni per dare una lettura del fenomeno profonda e sistemica. L’Osservatorio fornisce chiavi di lettura innovative e proficue per la comprensione del contesto organizzativo e istituzionale nel quale si muove la digital transformation.
  • Prevedere – L’Osservatorio non si confronta solo con quanto è stato fatto e con lo stato dell’arte, ma spinge lo sguardo verso i temi che nel futuro avranno un impatto sulla giustizia interpretando la path dependency del sistema e sulle dinamiche organizzative e sistemiche che acquisiranno rilevanza a partire dalle scelte tecnologiche.
  • Indirizzare e governare – L’Osservatorio fornisce strumenti concettuali e di interpretazione utili per la gestione e la programmazione di un processo estremamente complesso. L’obiettivo è avere la capacità di formulare istanze di advocacy e di indirizzo a favore del decisore pubblico e del sentiment della comunità di pratica.

COSA PRODUCE

L’Osservatorio sviluppa la propria attività a partire da un programma di ricerca modulato a cadenza annuale.

L’attività dell’Osservatorio produce una pubblicazione annuale, in versione digitale e/o stampata a seconda dei fondi disponibili e delle strategie di diffusione stabilite dal Comitato di Direzione dell’Osservatorio.

La ricerca sarà presentata in un evento pubblico che sarà occasione di networking e di condivisione con la comunità di pratica e le istituzioni più rilevanti del sistema giustizia.

L’Osservatorio si dota di un sito internet per assicurare presenza online e comunicare le attività e il proprio ruolo, anche attraverso i social network.

Nel corso dell’anno, l’Osservatorio cura almeno due seminari con l’obiettivo di rappresentare lo stato di avanzamento della ricerca. I seminari saranno l’occasione per invitare attori rilevanti del sistema giudiziario e farli partecipare ad una discussione pubblica sui temi oggetto della ricerca.

Attualmente è in corso una analisi comparativa sulle scelte operate dalle dirigenze dei Tribunali di fronte all’emergenza Covid-19 e come le piattaforme abilitanti abbiano favorito l’adozione di soluzioni non previste, né dal punto di vista normativo né organizzativo e gestionale da parte del centro. La ricerca è condotta da un team di lavoro di C.O.Gruppo con la collaborazione dell’Università di Bologna.

 

in collaborazione con 

Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bologna

 

CO.Lab