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| Titolo |
| La cooperazione in agricoltura |
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| Anno |
| 11/2001 |
Le cooperative di supporto a valle nel settore agricolo svolgono
funzioni di raccolta, trasformazione, commercializzazione
di prodotti agricoli.
Le imprese operanti in questo settore sono numerose, e vanno dalle tradizionali
cantine sociali agli impianti per la trasformazione e conservazione di frutta
e verdura, latte, ecc..
Tutte affrontano indistintamente lo stesso problema: conciliare le capacità produttive
del socio e la soddisfazione delle richieste del mercato. Tale problema diviene
man mano più acuto quando la cooperativa agricola passa dalla fase artigianale
a quella industriale.
La cooperativa di grandi dimensioni si caratterizza per un allargamento della
base sociale, una profonda evoluzione tecnologica, una diversa politica di mercato.
Questa evoluzione comporta un maggiore distacco tra direzione tecnica dell'impresa
e consiglio di amministrazione, le cui funzioni principali si trasformano in
attività di ratifica e di controllo, e i cui strumenti di conoscenza si
rivelano sempre meno adeguati a comprendere la natura dell'impresa che formalmente
e teoricamente è chiamato a dirigere.
Una volta realizzata la trasformazione della cooperativa in vera e propria industria,
la cooperativa tende ad assumere inevitabilmente una propria logica di comportamento
sul mercato che mira, quanto meno, a garantirne la sopravvivenza.
Ad esempio, per migliorare la propria competitività sul mercato, la cooperativa
tende a migliorare i propri prodotti e quindi a richiedere ai soci conferenti
merce di sempre migliore qualità. Questo processo comporta la penalizzazione
e la marginalizzazione di quei soci che non riescono ad adeguare la loro produzione
agli standards richiesti dalla cooperativa.
Oppure, la ricerca della compressione dei costi porta alla differenziazione dei
ricarichi (ad esempio per la raccolta del prodotto per i singoli soci) sulla
base non più soltanto della quantità, ma anche del costo effettivo
del servizio stesso (ad esempio, del trasporto).
Col crescere delle dimensioni aziendali, aumenta il potenziale contrasto di interessi
del socio in quanto conferitore e del socio in quanto proprietario dell'impresa.
A questo si aggiunge la logica imprenditoriale dei managers della cooperativa,
dipendenti e non soci, che, pressati dalle esigenze di mercato, sono portati
ad anteporre una sorta di determinismo economico e di mercato alle esigenze dei
soci.
In questo tipo di cooperativa le aspettative di partecipazione da parte dei soci
sono più limitate. La partecipazione assume più una veste di controllo,
di verifica e di discussione e ratifica delle grandi scelte.
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