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| Titolo |
| L’evoluzione del sistema di rappresentanza
degli interessi |
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| Anno |
| 11/2001 |
Il tradizionale e "vecchio" sistema di rappresentanza
degli interessi economici è chiamato a confrontarsi
con una serie di sfide che impatteranno fortemente sui suoi
tradizionali assetti organizzativi e, ancor più, sulla
sua tradizionale cultura organizzativa. Infatti fino a pochissimo
tempo fa la caratteristica principale della rappresentanza
degli interessi era quella di essere sostanzialmente pubblica
e nazionale. Sui temi fondamentali quali costo del denaro,
costo del lavoro, configurazione del welfare l’interlocutore
finale della negoziazione tra le controparti era il governo
centrale e l’essenza dell’attività di
lobby si risolveva a Roma perché tutto si decideva
a Roma in sede pubblica. I processi già fortemente
avviati e, probabilmente, in corso di accelerazione di delocalizzazione
del decision-making e di privatizzazione-liberalizzazione
di molti settori cambiano radicalmente gli antichi scenari.
Decisioni rilevanti per la vita delle imprese e dei loro
dipendenti vengono sempre più spesso assunte lontano
da Roma, in sede europea o dalle Regioni che hanno visto
aumentare enormemente i loro poteri. Ma interi comparti una
volta totalmente pubblici si stanno privatizzando (almeno
in parte) e stanno perdendo le caratteristiche di monopolio:
sistema bancario, public utilties, collocamento, welfare,
sono tutti esempi che in misura maggiore o minore stanno
andando in questa direzione. La questione che si pone, per
tutte le associazioni di rappresentanza, è al contempo
culturale, organizzativa, strategica.
Culturale perché la tradizionale cultura centralista e statalista dovrà imparare
ad interagire con una pluralità di attori pubblici e privati, su diverse
aree territoriali, e su temi che una volta erano al di fuori della sfera di attività delle
associazioni.
Organizzativa perché se è evidente che gli attuali assetti organizzativi
non sono coerenti con i nuovi scenari dovrebbe essere abbastanza evidente che
non basta potenziare i livelli europei e regionali per risolvere il problema.
Mai come in questo caso è necessario promuovere una struttura a rete che
dia vita ad una costellazione del valore molto distante dalle simmetrie da partito
di massa o da pubblica amministrazione che ancora oggi caratterizzano tutte le
associazioni di rappresentanza.
Strategica perché la pluralità di attori e di sedi di confronto
impongono, paradossalmente, un sovrappiù di governo (governance) del sistema
se si vogliono da un lato sfruttare le potenzialità delle nuove configurazioni
istituzionali, e dall’altro evitare i rischi di un "federalismo dispersivo
e particolaristico". La sfida del "glocale" e cioè di una
presenza intelligente tanto a livello globale che a livello locale è la
sfida sulla quale si confronteranno le associazioni ed il sistema di rappresentanza
degli interessi nel prossimo futuro.
Gli innumerevoli rapporti che abbiamo con moltissime associazioni di rappresentanza
ci consentiranno di monitorare in tempi reali le risposte delle associazioni.
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