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Titolo
La riforma del Titolo V della Costituzione e le associazioni di rappresentanza
Anno
04/2002

La riforma del Titolo V della Costituzione è stato l'evento politico-istituzionale dal quale è partita l'idea di intraprendere una ricerca che si è deciso di dividere in due parti principali. La prima intende descrivere e commentare le norme che caratterizzano la riforma del testo costituzionale; la seconda si pone l'obiettivo di riflettere sulle prospettive delle Associazione di Rappresentanza degli interessi economici imprenditoriali in rapporto alla riforma stessa.
Si è voluto innanzitutto realizzare un'analisi di taglio giurisprudenziale degli articoli oggetto della riforma del Titolo V e delle loro implicazioni nell'assetto politico-istituzionale.
Gli aspetti principali presi in considerazione sono: la centralità del potere legislativo regionale; la riformulazione del potere regolamentare; i nuovi rapporti tra Stato, Regioni e soggetti internazionali; la rimodulazione delle regole relative alla distribuzione delle funzioni amministrative; i nuovi principi in ordine alla distribuzione delle risorse finanziarie.
Cominciando dalla disamina della nuova distribuzione della potestà legislativa, l'articolo 117 individua 3 tipi di competenza:
- quella esclusiva statale;
- quella primaria regionale;
- quella concorrente Stato-Regioni.
Inoltre, per tutte le materie è concessa alle Regioni la potestà regolamentare, ad eccezione di quelle di competenza esclusiva dello Stato. Infine, nelle materie di sua competenza legislativa la Regione può concludere accordi con altri Stati e intese con enti interni ad altro Stato, nelle forme e nei casi stabiliti dalla legge. Di conseguenza, si ampliano evidentemente le possibilità per le Regioni di interloquire con soggetti esteri.
La riforma incide anche sulla distribuzione delle funzioni amministrative, costituzionalizzando i principi di sussidiarietà (verticale ed orizzontale), di adeguatezza e di differenziazione.
Per quanto riguarda l'aspetto finanziario nella riforma si afferma che gli Enti locali e le Regioni hanno autonomia di entrata e di spesa. In particolare, sono 4 le fonti di entrata:
- quelle proprie;
- le quote di compartecipazione al gettito di tributi erariali;
- le quote di partecipazione al fondo perequativo;
- e le risorse aggiuntive destinate dallo Stato.
In considerazione dei cambiamenti che la riforma propone le Associazioni di Rappresentanza dovranno ripensare la loro struttura organizzativa: due sono infatti le possibili modalità attraverso le quali le associazioni di rappresentanza potranno adeguare il loro sistema organizzativo all'attuazione della riforma. L'una consiste in un adattamento isomorfico al nuovo assetto istituzionale, l'altra consiste in un adattamento incrementale agli scenari che la riforma in corso di attuazione aprirà. Nel caso di adattamento isomorfico sembrano probabili le difficoltà di rimediare ad eventuali errori nella valutazione della portata delle riforma stessa. Nel caso invece di un adattamento incrementale, la maggiore flessibilità renderebbe possibili adattamenti più consoni alle eventuali variazioni delle regole del gioco.

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